LANCIA APPIA prima serie

29 Novembre 2010 983 commenti

Al Salone di Torino del 1953, la Lancia presentava un nuovo modello, denominato “Appia”, dal nome della strada consolare; in questo modo, la Casa torinese confermava la scelta fatta con il precedente modello “Aurelia” di chiamare i suoi nuovi modelli con i nomi delle antiche strade romane.

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La nuova automobile, montava un motore Lancia, di 1089 cm cubici. Automobile estremamente elegante per l’epoca, ebbe come diretta concorrente la FIAT 1100/103, che costava sensibilmente in meno, ma che non aveva la stessa classe. Le soluzioni tecniche adottate furono raffinate, come era nella tradizione Lancia: tra l’altro, la mancanza del montante centrale fra le portiere anteriori e posteriori.  

Queste le sue principali caratteristiche tecniche:

Motore: anteriore, 4 cilindri a V stretto di 1089 cm. cubici. Raffreddamento ad acqua.

Potenza: 38 Cv DIN

Trazione posteriore

Cambio: 4 marce, con retromarcia. 

Esemplari costruiti della sola prima serie: 107.024

Prezzo, al momento della presentazione: Lire 1.331.500

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La prima serie, verrà sostituita nel 1956 dalla seconda serie, presentata al Salone di Ginevra in quell’anno.

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FIAT 600 JOLLY

10 Giugno 2010 19 commenti

jollyNel 1958, la FIAT fece costruire alla Carrozzeria GHIA, un certo numero di 600 modificate nella carrozzeria, ma che rimanevano uguali nella meccanica al fortunato e popolarissimo modello base. Il nuovo modello venne chiamato JOLLY, e si rivolgeva ad una clientela con buone possibilità economiche, che voleva un’auto per potersi divertire e spostarsi durante la stagione estiva sui litorali. Fu infatti un modello progettato proprio per le località balneari del Mediterraneo. Non si sa con precisione quanti esemplari vennero costruiti; sembra che attualmente ve ne siano un centinaio sparsi tra l’Europa e gli Stati Uniti. Una curiosità: dal 1958, al 1962, 32 di queste auto, vennero adoperate come taxi sull’isola di Catalina, al largo di Los Angeles, in California.

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Lancia Fulvia sport Zagato

31 Maggio 2010 201 commenti

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Nel 1963, la Lancia aveva presentato e commercializzato la Fulvia, che sostituiva il modello Appia giunto ormai alla fine della sua carriera. Dalla versione berlina, ne fu derivata una versione coupe, che riscosse un forte successo di pubblico e significativi riconoscimenti in ambito sportivo. Nel 1965, la Casa torinese affidava al carrozziere Zagato la realizzazione di una versione ancor più spinta della coupe, denominata sport. La nuova vettura, doveva avere carrozzeria in alluminio, una forte capacità aereodinamica, e doveva basarsi ovviamente sulla meccanica e sul telaio della coupe. Zagato ne tirò fuori un capolavoro, ancora oggi ammirato in tutto il mondo. La carrozzeria era in Peralluman, per i modelli prodotti dal 1965 al 1967; soltanto in Peralluman per cofano, portiere, e sportello vano ruota, mentre il resto era in acciaio, per i modelli prodotti dal 1968 al 1970. Da quest’anno, fino alla fine della sua produzione, avvenuta nel 1972, la carrozzeria fu interamente in acciao.

Il disegno fu realizzato da Ercole Spada, ed era caratterizzato da coda a fastback, soluzione adottata da altre auto “particolari” specialmente americane.

Le motorizzazioni furono diverse, seguendo l’evoluzione della coupe. Si passò dal 1.2cc con 80cv di potenza nella prima versione prodotta dal 1965 al 1967, al 1.6cc con 115cv di potenza, nell’ultima versione prodotta dal  1971 al 1972.

Non si conosce con precisione il numero di esemplari prodotto nelle varie versioni; sicuramente supera il migliaio.

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Austin A70 Hampshire

24 Maggio 2010 7 commenti

Austin A70 Hampshire

Alla fine degli anni quaranta del secolo scorso, l’industria automobilistica inglese non riusciva a rinnovarsi. Le idee erano poche ed i fondi a disposizione ridotti. I progettisti (non solo nel settore automobilistico) si rifugiarono in un conservatorismo, che fu oggetto di ammirazione dagli anglofili, specialmente italiani, ma che tradiva invece  mancanza di idee. Era iniziata la crisi dell’industria automobilistica di quella Nazione, che porterà alla sua definitiva scomparsa  negli anni settanta. Crisi che fu intervellata da alcune ottime realizzazioni, specialmente nel settore delle auto sportive.

Sempre alla fine degli anni quaranta, la Austin, una della Case più importanti del panorama automobilistico della Gran Bretagna, presentò il modello A7o Hampshire, destinato ad una clientela prevalentemente del ceto medio.

La linea del nuovo modello non era certo entusiasmante; comunque la A70 Hampshire riscosse un discreto successo. Ne furono realizzate alcune varianti, fra cui una “giardinetta” o “familiare” come si diceva allora in Italia, destinata prevalentemente ad un uso nella zone residenziali di campagna. Fu denominata dalla Austin “countryman”

Queste le caratteristiche tecniche:

Cilindrata: cm cubici 2199

Potenza:  67 Kw

Velocità massima: 134 Km/h

Accelerazione. da 0 a 80 Km/h in sec. 14,5

 Dimensioni: mm. 2438 (al passo); mm. 4140 (fuori tutto)

Prezzo all’acquisto (al 1950) Sterline 648

Anni di produzione: dal 1948, al 1950

Esemplari prodotti: 35.261

Verrà sostituia nel 1950, dal modello A70 Hereford, sostanzialmente simile, ma con alcune modifiche estetiche e meccaniche. Fra queste, i freni idraulici.

 

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La versione “countryman” destinata prevalentemente ad un uso nelle zone residenziali di campagna.

 

 

 

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Un depliant pubblicitario dell’epoca, ne mette in risalto l’abitabilità, per l’epoca da considerarsi buona.

 

 

 

 

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Nella gamma colori, veniva offerta anche in questo simpatico rosso. Un fatto piuttosto insolito, per la tradizionalista Inghilterra dell’epoca.

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FIAT 1100 E 1949

17 Maggio 2010 122 commenti

Fu presentata alla fine dell’estate del 1949. Si distingueva dalla versione precedente, per il vano ricavato nel bagagliaio, che serviva ad ospitare la ruota di scorta. Vano, che era ben visibile all’esterno e che la faceva riconoscere subito, rendendola anche simpatica.  1949_Fiat_1100_E

Rinase in listino fino al 1953 quando venne sostituita dalla 1100/103, ”Bauletto”. Ebbe un notevole successo, e fu impiegata anche come versione taxi e furgoncino. Servì come autoambulanza. Ebbe il soprannome di “Musone” per la particolare forma del frontale a cuneo, che la distingueva dalla versione anteguerra, che fu denominata “Musetto”. E’ stata presente sulle strade italiane fino a metà degli anni sessanta, specialmente nelle Regioni meridionali, ed è stata immortalata in più di un film. Fra questi “Divorzio all’italiana” con un eccezionale Marcello Mastroianni. In un’epoca non ancora di motorizzazione di massa (la fotografia di via della Conciliazione, a Roma, rende l’idea di come fossero allora le città italiane), fu un’automobile a larga diffusione.

Queste le sue caratteristiche tecniche:

Motore: anteriore di 1089 cm. cubici, 4 cilindri in linea, con valvole in testa. Potenza massima, cv 32.

Cambio: manuale, a quattro rapporti, con leva centrale sul cruscotto.

Freni: idraulici sulle quattro ruote.

Lunghezza: 4020 mm.

Larghezza: 1482 mm.

Passo: 2420 mm.

Peso: a vuoto, 890 kg. A pieno carico, 1170 Kg.

Velocità massima: 110 km orari.

 

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La foto, mette bene in evidenza il particolare aspetto del bagagliaio caratteristica di questa versione. Nella bombatura, era alloggiata la ruota di scorta.

 

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Un 1100 E furgonato.

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Rona, 1950. Via della Conciliazione. Sulla sinistra, avanza una 1100/E

Come era uso all’epoca, diversi carrozzieri diedero spazio alla propria creatività; furono presentate alcune elaborazioni sulla base del modello. All’epoca venivano chiamate “fuori serie”. La foto in basso mostra una di queste. La 1100/E in verione cabriolet.

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La particolare forma del frontale, che le valse il soprannome di “Musone”, viene bene messa in evidenza dalla foto qui sotto.

 

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